Insula spa braccio operativo del Comune di Venezia per la manutenzione urbana, le infrastrutture e l'edilizia

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interventi infrastrutture urbane Venezia Castello fondamenta de la Tana

intervento concluso

fondamenta de la Tana

commessa 326

committente Comune di Venezia
importo di gara 836.035,05 euro
inizio-fine lavori settembre 2000 - dicembre 2001
responsabile intervento geom. Giuliano Molon
direttore tecnico ing. arch. Ivano Turlon
progetto ing. Andrea Marascalchi
direttore dei lavori ing. Andrea Marascalchi
coordinatore sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione arch. Claudio Bianchi
impresa esecutrice Tiozzo Gianfranco snc
lavori di scavo fanghi, risanamento e rialzo pavimentazione, restauro e ricostruzione sponde, ricostruzione ponte, riordino sottoservizi, risanamento igienico-sanitario

I lavori, che hanno compreso anche interventi di manutenzione e di rialzo della pavimentazione delle zone limitrofe e il restauro dei muri di sponda privati prospicienti il rio della Tana, hanno risanato e restituito alla città un importante tratto di viabilità acquea che mette in comunicazione il segmento principale del rio della Tana, che lambisce le mura dell'Arsenale, con il rio di Sant'Anna e quindi il bacino di San Marco con San Pietro di Castello. L'importanza di tale collegamento acqueo era del resto già evidente nei primi anni dell'Ottocento allorquando, sotto il dominio napoleonico,venne incaricato l'architetto Gianantonio Selva di redigere il progetto di interramento di parte del rio di Sant'Anna per costruire la grandiosa via Eugenia (ora rio terà Garibaldi) e i giardini Napoleonici. La viabilità acquea dipendeva allora solo dalla forza dei remi e la necessità di creare un percorso alternativo al rio di Sant'Anna, che collegasse le isole prossime al porto di San Nicolò con il bacino di San Marco senza girare attorno alla secca di Sant'Elena, convinse il Selva a comprendere nel grandioso intervento urbanistico lo scavo di un tratto di canale e la costruzione di una fondamenta e di un ponte in luogo di un gruppo di edifici e della calle di San Gerolamo. È questo uno dei primi riassetti urbanistici della città e anche l'origine di fondamenta della Tana e ponte Novo che lo stesso Selva, fra mille difficoltà e con grande fretta, portò a termine nel 1809. In meno di due secoli i difetti originali e il deterioramento subìto hanno condotto alla necessità di intervenire radicalmente sul muro di sponda e sul ponte che, prima dei lavori, vertevano in stato di grave degrado e di pericoloso dissesto statico per la presenza di ampie cavità diffuse all'interno del muro di sponda e di un preoccupante quadro fessurativo sull'arco in muratura del ponte. Fra le indagini condotte in fase di progettazione ha rivestito particolare importanza l'esecuzione di carotaggi all'interno delle murature di fondazione dei fabbricati che ha permesso di accertare che le fondazioni appoggiavano sul terreno a quote elevatissime e addirittura superiori al livello medio del mare come era stato possibile prevedere essendo gli edifici antecedenti all'escavo del canale. È stato quello della salvaguardia della stabilità degli edifici retrostanti, quindi, il principale fattore considerato nell'impostazione dell'intervento di ricostruzione del muro di sponda della fondamenta. Il problema tecnico dell'esecuzione di uno scavo fino a oltre 2 m sotto il piano di fondazione degli edifici è stato risolto con l'esecuzione di un diaframma verticale discontinuo di micropali corti (tipo "berlinese") integrato da due gruppi di micropali diversamente inclinati e più profondi con funzione di equilibrare il diaframma in fase provvisionale e di sostenere il nuovo muro di sponda in fase di esercizio. Si sono così potuti contenere al massimo gli spostamenti del terreno retrostante lo scavo e delle fondazioni che su di esso insistono. Ancora a garanzia della stabilità degli edifici retrostanti si è progettato il cantiere e la consequenzialità delle fasi di lavoro al fine di operare per gran parte della durata dei lavori mantenendo l'acqua all'interno del canale a un livello superiore allo zero mareografico. Sotto il profilo architettonico l'intervento di manutenzione ha previsto l'eliminazione del parapetto in muratura non originale, il recupero con riposa a giunto unito della pavimentazione in masegni di trachite, il restauro della copertina in blocchi di pietra d'Istria di grandi dimensioni. In luogo del parapetto in muratura è stata realizzata una balaustra in acciaio con colonnine in ghisa eseguite in fonderia su disegno originale che, rispettando la partitura e la composizione degli elementi tradizionali, reinterpreta l'elemento di supporto e di bloccaggio con una colonnina con sezione del fusto a croce, base esagonale e capitello cilindrico. La soluzione progettuale adottata, conferendo trasparenza all'elemento di delimitazione laterale della fondamenta, consente, all'osservatore posto sul canale, di leggere interamente i prospetti degli edifici preottocenteschi a schiera che guadagnano così una maggiore forza espressiva. Le indagini e le verifiche statiche effettuate sul ponte Novo hanno evidenziato la necessità di predisporre un intervento di risanamento statico finalizzato semplicemente a riportare il manufatto nella situazione originaria che si è rivelata, a differenza del muro di sponda, corretta sotto il profilo strutturale. In particolare si è eseguito il consolidamento delle fondazioni a mezzo di iniezioni di legante fluido, la ricostruzione totale della volta con mattoni vecchi e malte compatibili, il restauro e la riposa con giunti in piombo colato degli elementi lapidei originali. Particolare attenzione è stata dedicata al progetto delle reti dei sottoservizi in modo da preservare l'integrità della volta in muratura che ha consistenza di sole due teste in chiave (26 cm di spessore minimo su luce di 10 m circa).

i numeri
pavimentazione 343 mq
fango scavato 1.124 mc
sponde private 46 m
sponde pubbliche 145 m
ponti 1
fognature 27 m

immagine durante la ricostruzione del ponte de la Tanaimmagine dei micropali in fondamenta de la Tana