Insula spa braccio operativo del Comune di Venezia per la manutenzione urbana, le infrastrutture e l'edilizia

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interventi infrastrutture urbane Venezia Castello isola di Borgoloco Pompeo Molmenti

intervento concluso

isola di Borgoloco Pompeo Molmenti

commessa IS.00129

committente Comune di Venezia
importo di gara 464.811,21 euro
inizio-fine lavori dicembre 2001 - dicembre 2002
responsabile intervento ing. Dino Cimoli
direttore tecnico ing. arch. Ivano Turlon
progetto ing. Roberto Checchi e ing. Guido Zanovello
direttore dei lavori ing. Guido Zanovello
coordinatore sicurezza in fase di progettazione ing. Guido Zanovello
coordinatore sicurezza in fase di esecuzione arch. Lamberto Dehò
impresa esecutrice ATI A. Pfaiffer e figlio srl, 3P costruzioni e restauri srl e Durante srl
lavori di risanamento e rialzo pavimentazione, riordino sottoservizi, risanamento igienico-sanitario, costruzione vasca di trattamento reflui

Il cantiere di terra nell'isola di Borgoloco Pompeo Molmenti aveva come obiettivo primario quello di rinnovare la rete fognaria, migliorando, ove possibile, l'efficacia del tradizionale sistema veneziano - costituito da fosse settiche domestiche e "gatoli" (i condotti sotterranei in muratura) - senza stravolgerne la struttura e riducendo l'inquinamento proveniente dagli scarichi fognari.
A tale scopo, sono stati adeguati i collettori in muratura, impermeabilizzandoli e aggiustandone le quote altimetriche, in modo da ottimizzare il flusso di marea al loro interno (fondamentale per aumentarne la capacità di sedimentazione) ed è stata posata una rete che convoglia gli scarichi privati, dotati di separazione dei reflui.
Mentre la rete dei "gatoli", destinata alle acque bianche e a quelle nere chiarificate, conserva il preesistente schema di raccolta e di scarico nei rii perimetrali, la nuova rete dedicata alle acque nere convoglia gli scarichi in un unico punto di raccolta e smistamento rappresentato dalla vasca di trattamento dei reflui.
Si è perciò proceduto, con i dovuti accorgimenti per la particolarità dei luoghi, alla realizzazione di un presidio per il trattamento delle acque nere: costituito da un impianto di sollevamento per mantenere le tubazioni di raccolta funzionanti a pelo libero e da una vasca di accumulo e affinamento qualitativo delle acque nere, consente di ripartire lo scarico delle acque chiarificate nei rii perimetrali sfruttando la rete di gatoli. L'opera è stata realizzata senza provocare vibrazioni ne assestamenti ai terreni circostanti, utilizzando una particolare tecnica: costruita in cantiere e autoaffondata, ovvero calata nello scavo grazie al peso proprio del manufatto.
Contemporaneamente si è proceduto al riassetto dei sottoservizi sostituendone i tratti di condotta dell'acquedotto e del gas, e la posa di nuove reti di illuminazione pubblica, antincendio, distribuzione elettrica e cavi ottici. Infine è stata innalzata la pavimentazione per consentire il transito pedonale a quota +120 centimetri sullo zero mareografico di Punta della Salute, con rialzi anche fino a 25 centimetri rispetto alla precedente altimetria della pavimentazione.

la posa delle tubazioni

  • Lungo le calli dove esistevano gatoli sufficientemente ampi l'adeguamento è consistito nel ricavo delle due reti all'interno della struttura esistente del gatolo stesso con condotti paralleli e senza vincoli reciproci di quota: inferiormente è stato inserita la tubazione di acque nere, mentre superiormente è stata ricavata una canaletta acque bianche.
  • Lungo le calli dove esistevano gatoli di dimensioni minori si è reso necessario ricavare il condotto delle acque bianche mediante il restauro del gatolo e la posa indipendente, sempre a quota inferiore, della tubazione di acque nere sempre.
  • Posare la condotta di raccolta di acque nere lungo calle del Borgoloco, con i metodi tradizionali di scavo, presentava ingenti difficoltà di realizzazione dovute alla profondità della tubazione, alla ridotta dimensione della calle e alla costante invasione della marea all'interno degli scavi. Dopo un'accurata valutazione, si è quindi utilizzata la tecnologia di "perforazione teleguidata". Lunga 37 m circa, la perforazione ha permesso di evitare ostacoli e sottoservizi presenti nel sottosuolo, di seguire traiettorie curvilinee nei tratti estremi e una precisa pendenza longitudinale per consentire il deflusso a gravità del liquame. L'intervento è stato realizzato inserendo nel terreno delle aste di perforazione avvitate una dopo l'altra, precedute da una punta di perforazione che, con l'ausilio di particolari fanghi, crea il foro pilota. Una sonda alloggiata nella punta, che trasmette in ogni momento la posizione della stessa, ha permesso di controllare la direzione di perforazione. Una volta realizzato il foro pilota, esso è stato allargato fino al raggiungimento della dimensione voluta. A questo punto è stata agganciata la tubazione e tirata nella posizione prevista dal progetto.

ritrovamenti archeologici
Alcuni rinvenimenti archeologici, eseguiti con la direzione scientifica della Soprintendenza archeologica per il Veneto - Nausicaa, sono stati effettuati durante la realizzazione dello scavo:

  • a circa 70 cm di profondità una porzione di muro con mattoni di reimpiego, probabilmente una struttura di sostegno o, altrimenti, di un lembo di una vasca di raccolta delle acque;
  • a -2,80 m una palizzata, costituita da un'ottantina di elementi lignei verticali disposti in modo compatto a sud-ovest, diradati e collegati da fascine (i "volparoni") verso nord-est.

Questa palizzata, priva di elementi da costruzione e di costipamenti, a parte un frammento di anfora alla testa dei pali più arretrati, fa supporre l'esistenza di una antica linea di marginamento della città, oppure del bordo di una piscina o di una antica salina. Due pali con "volparone" sono stati prelevati assieme al fango che li inglobava per essere analizzati e restaurati. Data la limitata estensione dell'area di scavo, si è trattato indubbiamente di "un colpo di fortuna" riuscire a centrare questa importante testimonianza dell'antico modo di costruire strutture di fondazione a Venezia.

Sull'intervento è stato pubblicato un articolo nel n. 16 di "Insula Quaderni", settembre 2003.

i numeri
pavimentazione 760 mq
fognature 445 m

immagine della costruzione della vasca di trattamento reflui nell'isola di Borgoloco Pompeo Molmenti