Insula spa braccio operativo del Comune di Venezia per la manutenzione urbana, le infrastrutture e l'edilizia

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interventi infrastrutture urbane Venezia San Marco ponte dell’Accademia

intervento concluso

ponte dell'Accademia

commessa 302

committente Comune di Venezia
importo di gara 315.555,17 euro
inizio-fine lavori giugno 1998 - dicembre 1998
responsabile intervento arch. Michele Regini
direttore tecnico ing. arch. Ivano Turlon
progetto arch. Michele Regini
direttore dei lavori arch. Michele Regini
impresa esecutrice Sacaim spa
lavori di restauro di ponte

Il ponte dell'Accademia è una congiunzione strategica tra le due sponde del Canal grande. L'attuale ponte in legno, progettato dall'ingegner Eugenio Miozzi, doveva avere carattere provvisorio, ma i lavori per il definitivo ponte dell'Accademia non cominciarono mai. Nel 1948 il ponte in legno fu consolidato con degli arconi in acciaio, rendendolo quindi a tutti gli effetti un ponte metallico rivestito in legno. Un altro radicale restauro fu terminato nel 1986.
In seguito ai sopralluoghi effettuati per valutare lo "stato di salute" del ponte, sono stati identificati dei deterioramenti agli apparati lignei del piano di calpestio e ad altre strutture. Il rivestimento e parte di alcuni elementi strutturali presentavano problemi di degrado, causati dall'umidità.
Per ovviare a problemi derivanti dal contrasto termico tra la parte superiore del ponte e quella sottostante, si è reso necessario un aumento della ventilazione sotto le rampe d'accesso che collegano il ponte a rio Terrà Foscarini e campo della Carità.
Sostituito inoltre il piano ligneo di calpestio con del nuovo materiale, per circa 600 mq. La verniciatura delle parti in legno e ferro ha riguardato una superficie di 3.000 mq. Le travature in larice delle due rampe, che insistono sulla sponda del sestiere di Dorsoduro, sono state asportate e sostituite da altrettanti elementi in rovere, essenza più resistente.
Al fine di permettere un adeguata ventilazione nei vani sottostanti le rampe stesse, è stata realizzata nel tessuto murario delle pareti una serie di aperture protette - con ringhiere che ripropongano lo stesso motivo delle griglie laminate preesistenti - creando due accessi verso il Canal Grande, per favorire il controllo e la manutenzione igienica del sottoponte.
Per migliorare le condizioni di viabilità sono state eliminate le orlature metalliche dei gradini, sostituite da una speciale resina bicomponente anti-sdrucciolo ad alta resistenza meccanica. La colorazione biancastra della finitura, facilmente visibile anche nelle ore notturne, costituisce un ulteriore accorgimento per la sicurezza dei passanti.

Cenni storici
Congiunzione strategica tra le due sponde del Canal Grande, il Ponte dell'Accademia qualifica urbanisticamente uno dei luoghi più suggestivi e importanti del centro storico. Nel 1838, in occasione di una visita dell'imperatore Francesco I a Venezia, l'ingegnere capo della municipalità Giuseppe Salvadori propose l'attuazione di un primo collegamento. Si fecero strada varie ipotesi, alcune delle quali assai suggestive, tra cui l'idea di realizzare in quel sito un tunnel subacqueo che collegasse i sestieri di San Marco e Dorsoduro. Dopo non poche polemiche, il 20 novembre del 1854 veniva inaugurato il primo ponte tra San Vidal e la Scuola della Carità, progettato dall'ingegnere inglese Alfredo Enrico Neville. L'opera presentava caratteristiche assai diverse da quelle odierne, a cominciare dalla forma. Come testimoniano le immagini d'epoca, si trattava di una sorta di monumentale passerella in ghisa a travata. L'obbligo di pedaggio da parte dei fruitori andava a beneficio dello stesso Neville, esecutore e finanziatore del ponte, con grande vantaggio economico per l'amministrazione cittadina. Ma a breve distanza dal suo compimento, il ponte metallico fu giudicato poco funzionale, soprattutto per la scarsa altezza tra la struttura e lo specchio d'acqua sottostante (di appena 4.5 metri circa) che rendeva problematico il passaggio dei natanti. Anche dal punto di vista estetico non ottenne pieno consenso da parte dell'opinione pubblica, tanto che le cronache lo soprannominarono "il Gabbione", imputandogli scarsa eleganza . Nel 1928, presentandosi notevoli problemi statici, si riaprì il dibattito: alla fine si affermò la volontà di dare il via alla progettazione di una nuova struttura, più consona all'ambiente cittadino. Dopo varie ipotesi, prevalse la necessità di costruire "provvisoriamente" un ponte in legno ad ampi gradoni, la cui forma doveva ricordare quella del ponte degli Scalzi, in costruzione in quegli stessi anni. Si scelse dunque la tipologia a campata unica, che ospitava al proprio interno le condutture del gas, in attesa di esaminare le proposte per la realizzazione di un'opera in pietra. Nel febbraio del 1933 il ponte "provvisorio" dell'ingegnere Eugenio Miozzi, veniva ufficialmente aperto al traffico. Nello stesso anno, il progetto dell'architetto Duilio Torres vinceva il concorso per il ponte definitivo, che non sarebbe mai stato realizzato. Già 14 anni dopo, si iniziava a temere per la staticità del passaggio "Miozzi". Scartata l'intenzione di realizzare un'opera definitiva in muratura, a causa dei costi troppo elevati, nel 1948 si procedette al consolidamento del cosiddetto "ponte provvisorio" mediante degli arconi in acciaio, rivestiti. L'attuale opera infatti, pur mantenendo un aspetto ligneo, è a struttura metallica. Seguirono numerosi interventi di manutenzione, fino al radicale restauro statico, ultimato nel 1986.

immagine della sostituzione dell'orlatura antisdrucciolo dei gradini di ponte dell'Accademiaimmagine della sostituzione del piano di calpestio del ponte dell'Accademia