intervento concluso
ponte San Polo
commessa PP.00394
committente Comune di Venezia
importo di gara 43.707 euro euro
inizio-fine lavori dicembre 2002 - marzo 2003
responsabile intervento geom. Giuliano Molon
direttore tecnico ing. arch. Ivano Turlon
progetto ing. Luigi Licciardo
direttore dei lavori ing. arch. Ivano Turlon
impresa esecutrice Eikona sas
lavori di restauro balaustre ponte
Si tratta dei lavori di restauro conservativo delle due balaustre del ponte di San Polo che versavano in condizioni particolarmente precarie e pericolose per la pubblica incolumità, tanto da dover essere ingabbiate, mediante intelaiatura lignea, per la messa in sicurezza.
Come testimonia la data riportata negli stemmi di provveditore scolpiti sui pilastrini centrali, il ponte attuale è stato rifatto nel 1775 e per la posizione in cui è collocato ha sempre svolto una funzione primaria e vitale per la viabilità urbana di Venezia: unico collegamento tra l'isola dei Frari e l'isola di San Polo, un elemento in muratura segnalato nella pianta della città di Jacopo de' Barbari già nel 1500. L'intera struttura del ponte, le arcate (armille) con gli otto faccioni delle chiavi di volta, le lastre di rivestimento, le basi, i pilastrini, i balaustrini e le cimase sono realizzati in pietra d'Istria. Tra le due balaustre si estendono i gradini e una larga piazzola superiore sulla quale si affacciano accessi privati di abitazioni, una tipica trattoria veneziana e tre negozi, a testimonianza dell'alto flusso di persone che attraversano il ponte quotidianamente.
Dal punto di vista conservativo le due balaustre presentavano una situazione particolarmente grave, soprattutto per le condizioni di dissesto in cui si trovavano: due pilastrini presentavano fratture passanti, mentre altri evidenziavano degli spostamenti in corrispondenza delle sedi di ancoraggio con la base, dovuti alla frattura dell'elemento d'incastro sottostante alla base e all'allentamento delle piombature. Ben 32 balaustrini (colonnine) su 62 rivelavano fratture anche in due o tre punti diversi, in alcuni erano già stati inseriti perni di fissaggio in ferro, altri invece presentavano perdita di porzioni di materiale. Da sottolineare che in precedenti interventi molti balaustrini sono stati sostituiti con altri di profilo diverso, tanto da individuare ben quattro tipologie differenti. Le cimase di corrimano, perso il corretto allineamento, presentavano sollevamenti e allentamenti in prossimità dei pilastrini, causati da raccordi con elementi metallici inadeguati e all'uso di malte cementizie d'interconnessione anziché piombature a caldo. I vari elementi delle cimase e le fratture erano collegate tra loro con arpesi di ferro e rame, dei quali alcuni occultati da tasselli in pietra fissati con biacca di cemento. La base della balaustra, complessivamente in discreto stato di conservazione, presentava delle lesioni meccaniche superficiali e delle fessurazioni in prossimità degli strati stilolitici del materiale lapideo, con perdita di frammenti di materiale. Superficialmente tutti gli elementi architettonici costituenti le due balaustre erano interessati da attacco di microrganismi (muschi, alghe); nelle aree in sottosquadro e sulle parti inferiori era visibile la formazione di depositi carboniosi e croste nere, mentre la cimasa verso il Canal Grande era deturpata da scritte con pennarelli e macchie di vernice. Così anche il rivestimento delle pareti esterne era caratterizzato da una crescita generalizzata di microrganismi e piante superiori e da un utilizzo appariscente di malta cementizia per la sigillatura delle varie fessure d'interconnessione. Alcune delle lastre sul lato verso il Canal Grande evidenziavano un sollevamento con relativo distacco dal tessuto murario e grossolane.
L'intervento si è svolto mirando a ripristinare la stabilità delle balaustre senza alterarne l'aspetto originale con la seguente procedura:
- una dettagliata documentazione fotografica e un accurato rilievo grafico, con relativa numerazione e catalogazione di tutte le parti;
- un'accurata rimozione di tutte le stuccature cementizie e degli elementi metallici di ritegno, per permettere l'anastilosi di ogni parte delle due balaustre a esclusione delle basi. Operazione particolarmente delicata svolta con argani manuali, dosando anche i più piccoli spostamenti al fine di evitare lesioni e distacchi di materiale;
- accertata la reale situazione di ogni singolo elemento, si è proceduto alla riparazione delle lesioni e delle fratture mediante pulitura delle interfacce e all'inserimento di perni in acciaio inox, ad aderenza migliorata, annegati in resina epossidica;
- il riassemblaggio ha seguito la collocazione e l'orientamento degli elementi come in origine, predisponendo gli idonei alloggiamenti delle varie parti a incastro, permettendone così il fissaggio con barre a sezione quadrata in acciaio inox e piombo fuso ribattuto;
- le cimase sono state riallineate e ricostituite come in origine, sostituendo le parti metalliche inadeguate con altre in acciaio inox, sempre fissate in piombo fuso, e riproposte le tassellature con materiale lapideo simile all'originale per morfologia e finitura;
- per quanto riguarda il trattamento superficiale, sono stati rimossi i vari depositi carboniosi e le croste nere, con applicazioni di compresse a base di soluzione basica, ed eliminati i microrganismi trattando la superficie lapidea con applicazioni di alghicida, seguite da risciacqui con acqua distillata; le tracce di vernice e le scritte con pennarelli sono state rimosse mediante applicazioni di decapanti a base di cloruro di metilene;
- conclusa la fase di pulitura superficiale, sono state sigillate tutte le fessurazioni e ricostruite le piccole parti mancanti con impasto a base di polvere di carbonato di calcio, sabbia di fiume e calce idraulica Lafarge; rimosse le piante superiori dal rivestimento esterno, sono state smontate e riallineate le lastre in fase di distacco della parete esterna verso il Canal Grande.
A conclusione dell'intervento, su tutte le superfici restaurate è stato applicato un trattamento protettivo idrorepellente, precedentemente testato, a base di silano/silossano, opportunamente diluito e del tutto invisibile.






