Insula spa braccio operativo del Comune di Venezia per la manutenzione urbana, le infrastrutture e l'edilizia

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interventi infrastrutture urbane Venezia San Polo riattivazione idraulica rio terà San Polo

intervento concluso

riattivazione idraulica rio terà San Polo

commessa 373

committente Comune di Venezia
importo di gara 297.220,95 euro
inizio-fine lavori novembre 2001 - aprile 2002
responsabile intervento geom. Giuliano Molon
direttore tecnico ing. arch. Ivano Turlon
progetto geom. Giuliano Molon
direttore dei lavori ing. Claudio Venturini
coordinatore sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione arch. Alessandro Pasinetti
impresa esecutrice Gerotto Federico srl
lavori di risanamento rio terà, scavo fanghi

Fino al XVIII secolo campo San Polo era delimitato lungo il lato nord da un canale, denominato riello delle Erbe, congiungente il Canal Grande con rio di San Polo nord. Nel corso del Settecento, a causa della precaria funzionalità idraulica e dei frequenti interrimenti, riello delle Erbe venne completamente coperto, costringendo le acque in un condotto sotterraneo, a volta semicircolare, interamente costruito in mattoni. Negli ultimi due secoli, fino al 1963, il condotto, ormai conosciuto come rio terà San Polo, fu oggetto di sporadici interventi di pulizia mirati a rimuovere il fango e i detriti dai quali era inevitabilmente intasato.
Dopo quasi quarant'anni dall'ultimo scavo, l'intervento ha liberato il condotto di rio terà San Polo, ormai completamente ostruito, utilizzando − per la prima nel centro storico veneziano − una tecnologia innovativa di asporto del fango accumulato: da un'apertura praticata nella volta del condotto sotterraneo attraverso la pavimentazione, una macchina aziona una ventola che risucchia, convogliandolo in un serbatoio stagno, il sedimento fangoso rimosso da un "mini-digger" idraulico; dal serbatoio il fango viene pompato in una tubazione che lo trasporta direttamente alla bettolina ormeggiata a distanza dal cantiere, per poi essere conferito a una discarica autorizzata. Oltre ai notevoli vantaggi economici e temporali nei confronti dei tradizionali metodi di pulizia, il sistema adottato limita la contaminazione dell'ambiente circostante; inoltre, asportando solo il fango e le parti solide, mediante una cospicua eliminazione della componente liquida, riduce drasticamente la quantità di materiale da conferire a discarica.
L'intervento ha comportato le seguenti fasi:

  • la formazione di "ture" alle due estremità, in rio de le Erbe e riello Sant'Antonio, per consentire la messa in asciutto dell'intero condotto sotterraneo;
  • la pulizia del collettore principale, realizzata con una metodologia tale da non richiedere la creazione di ture intermedie: per la sicurezza degli operatori e per la realizzazione di un opportuno e costante ricambio d'aria, è stato stabilito che l'intero sviluppo del rio terà non presentasse interruzioni con paratoie lungo l'asse longitudinale. Mediante quattro aperture di limitate dimensioni, operate nella pavimentazione soprastante la sommità della volta, sono state successivamente immesse, all'interno dei cinque segmenti di collettore risultanti, le attrezzature per l'aspirazione e l'allontanamento dei fanghi. A opera compiuta, sotto il piano di posa della ripristinata pavimentazione in "masegni", tali aperture sono state dotate di chiusini per garantire nel futuro un facile accesso al condotto;
  • l'espurgo del materiale giacente nel collettore.

Durante il loro funzionamento, le macchine utilizzate hanno realizzato un costante flusso d'aria proveniente dall'esterno, consentendo la presenza nel sottosuolo, senza l'ausilio di respiratori, al personale e ai tecnici incaricati della verifica dell'integrità delle strutture murarie.
Una volta liberato il condotto dai fanghi, si è così potuto appurare uno stato di conservazione della volta più che accettabile: la struttura muraria che ricopre il rio terà, nel quale non sversano sbocchi fognari, presentava una inalterata linearità dei corsi dei mattoni mantenendo, per buona parte, la presenza delle malte di allettamento. Questo stato di conservazione risulta compromesso in due punti:

  • per l'attraversamento della volta, con conseguente distruzione delle murature, da parte di condotte del gas e di approvvigionamento idrico;
  • per un parziale collassamento, probabilmente a causa di un difetto costruttivo.

La situazione di potenziale pericolo è stata presidiata costruendo una centina metallica a sostegno della volta stessa.
È opportuno evidenziare che l'opera realizzata, pur avendo ripristinato il preesistente fluire delle acque fra rio delle Erbe e riello Sant'Antonio, non ha risolto il problema principale rappresentato dall'endemico interrimento del collegamento, ormai sotterraneo, fra questi due piccoli canali: il corso d'acqua, malsano e melmoso, non ha mai beneficiato del ricambio indotto dal succedersi delle maree, in quanto compresso tra due canali (rio di San Polo e Canal Grande) che ne limitano, grazie alle loro caratteristiche idrauliche, il normale flusso della corrente.

i numeri
fango scavato 1.100 mc
fognature 456 m

immagine della riattivazione idraulica in rio terà San Polo