intervento concluso
insula di San Giacomo dell'Orio
commessa II.00113
committente Comune di Venezia
importo di gara 4.983.809,08 euro
inizio-fine lavori marzo 2001 - dicembre 2003
responsabile intervento geom. Giuliano Molon
direttore tecnico ing. arch. Ivano Turlon
progetto ing. Renato Vitaliani
direttore dei lavori ing. Renato Vitaliani
coordinatore sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione ing. Marco Briseghella
impresa esecutrice ATI Ing. E. Mantovani spa e Rossi Renzo costruzioni srl
lavori di scavo fanghi, risanamento e rialzo pavimentazione, restauro sponde, restauro ponti, riordino sottoservizi, risanamento igienico-sanitario
L'insula di San Giacomo dell'Orio è delimitata a nord dal Canal Grande, a est da rio de Cà Tron e da rio di San Boldo, a sud da rio di San Giacomo dell'Orio e a ovest da rio de San Zan Degolà e di Sant'Agostin.
Gli interventi integrati hanno previsto lo scavo dei fanghi, il restauro statico di sponde, fondazioni e ponti, il risanamento igienico-sanitario, il rialzo delle pavimentazioni e il riassetto dei sottoservizi a rete. Particolare cura è stata posta nelle operazioni di rilievo topografico, altimetrico e batimetrico.
Lo scavo dei fanghi è stato eseguito in modo tale che, dopo il naturale assestamento del terreno, la profondità minima in centro canale raggiunga quota -1,80 m. Tale quota viene mantenuta costante fino alla distanza di 1,5 m dal paramento murario, per poi salire con una scarpetta a quota -1,40 m a filo muratura nei tratti di rio dove la larghezza lo consente. Le opere di scavo sono state eseguite in asciutto mediante chiusura con casseri e "mantelletti"; nel rio de Ca' Tron, data la ridotta larghezza, è stata adottata la tecnica di ture a doppia parete, con pali in legno e tavoloni accostati e interposta argilla.
Per quanto riguarda gli interventi di restauro manutentivo di paramenti, fondazioni e ponti, questi hanno le caratteristiche proprie della conservazione sia del carattere ambientale definito dai materiali in opera, sia delle concezioni statico-strutturale e tecnologica. In particolare, le opere di manutenzione e consolidamento delle strutture murarie hanno visto una prima fase di pulitura, stuccatura e stilatura delle connessure eseguite con malta premiscelata. L'obiettivo degli ulteriori interventi è stato quello di restituire omogeneità alla massa muraria esistente, con iniezioni non armate con boiacca fluida per riempire gli eventuali spazi vuoti, fratture e fessure presenti all'interno della struttura o per sostituire parti di malta di allettamento mancanti.
Si è intervenuti su 11 ponti pubblici (per i quali sono stati previsti quattro diversi livelli di intervento a seconda dello stato di degrado) e sulle fondazioni, le rive e le porte d'acqua degli edifici di proprietà pubblica e privata che delimitano i rii oggetto dell'opera di scavo.
Il restauro dei ponti ha previsto la sostituzione della pavimentazione ove necessario e il consolidamento dell'arco con iniezioni armate e non. Nei 4 ponti maggiormente degradati sono state applicate fibre di carbonio, utili ad assorbire le fessurazioni superficiali dell'estradosso.
Per gli edifici prospicienti i rii è stata eseguita una classificazione in funzione dello stato di degrado, individuando quattro tipologie di restauro: pulitura e manutenzione; realizzazione di riprese murarie isolate; iniezioni a pressione con boiacca fluida a base di calce idraulica fluidificata; iniezioni a pressione con boiacca fluida a base di calce e protezione antiscalzamento delle fondazioni con utilizzo di pali in legno collegati con un cordolo affiancato alle fondazioni esistenti oppure di palancole metalliche.
Per le 37 rive sono stati previsti interventi di straordinaria manutenzione con la sostituzione di parti o di interi gradini in pietra naturale e interventi di completo rifacimento con il riutilizzo dei materiali recuperabili. In alcuni casi si è attuato il rialzo delle quote della pavimentazione, tramite la traslazione dei gradini preesistenti e l'eventuale aggiunta di un gradino al di sotto.
Interventi di straordinaria manutenzione sono stati eseguiti anche sulle 38 porte d'acqua (pulitura dei diversi elementi, esecuzione di riprese murarie e sostituzione di tubazioni, anelli d'ormeggio, arpesi e pali in legno).
Si è attuato anche il riordino dei sistemi fognari e dei sottoservizi, contestualmente alle operazioni di lievo e riposa della pavimentazione alla quota di progetto, ove possibile tendente a +1,20 metri sul livello del medio mare.
cenni storici
L'insula di San Giacomo dell'Orio era compresa nell'antica Luprio, un'area molto vasta non completamente abitata e occupata in buona parte da specchi d'acqua, tra i quali si imponeva per la sua vastità il Lacus Badovarius o Badovariorum. Questo lago, citato nei documenti del XII-XIII secolo, era una palude fangosa estesa tra i rii delle Secchere, delle Muneghette, di San Giovanni e fra i Tolentini e San Tomà. La città cresceva tra il X e il XII secolo, lasciando soltanto paludes, piscinae, lacus, pantana, piscariae quali aree non edificate. Utilizzate come saline, la vita di queste distese d'acqua dipendeva dalle variazioni di marea; nel XIII secolo, la forte regressione marina, prolungatasi nel XIV e XV secolo, generava la crisi nella grande produzione salinaria, preannunciata dalla secca delle aree interne come quella di Luprio, creando lo spazio per una progressiva urbanizzazione dell'insula. Il lago Badovario si riduceva fino a divenire una piscina e nel giugno del 1321 veniva deliberato l'interramento della piscina di San Giacomo "de l'Orio" insieme a quelle di San Vitale, San Basilio e San Simeone. Numerosi sono i palazzi storicamente e architettonicamente rilevanti nell'insula, oltre ai 12 ponti in pietra; tra questi ultimi, alcuni hanno subito radicali modifiche tra il XVIII e il XIX secolo (i ponti Bembo e del Megio), altri sono stati ristrutturati sulle forme preesistenti (i ponti San Boldo e del Parucheta), mentre 5 di questi ponti originariamente erano semplici passerelle in legno. Infine un cenno al sistema chiesa-campo-rio di San Giacomo dell'Orio. Si tratta sicuramente del più completo tra quelli posti all'interno dell'insula: la chiesa, la cui fondazione risale al IX-X secolo, viene pesantemente restaurata verso la metà del 1300, a seguito di un terremoto. Tale sistema diventa il polo d'attrazione e il centro della vita di questo nucleo cittadino: il campo di San Giacomo, che si sviluppa sulla navata meridionale, rimane a tutt'oggi uno dei più grandi della città e anche uno dei più antichi, ricoprendo da sempre la funzione di luogo d'incontro.
i numeri
pavimentazione 1.345 mq
fango scavato 6.158 mc
sponde private 1.373 m
sponde pubbliche 968 m
ponti 10






